È stata presentata con grande entusiasmo la stagione teatrale 2026/2027 del Teatro Quirino di Roma, che si preannuncia intensa, articolata e capace di coniugare tradizione e innovazione. Durante la conferenza stampa ufficiale, che ha visto la partecipazione di registi e attori coinvolti nella stagione, il cartellone è stato illustrato con passione e trasporto, offrendo al pubblico un’anteprima ricca di racconti, spunti e visioni artistiche. Il programma si mostra ampio e variegato, pensato per intercettare un pubblico trasversale, unendo i grandi autori del teatro classico a riletture contemporanee e testi originali.
La stagione si apre sotto il segno de “l’arte della felicità”, un titolo che prende forma lungo un percorso da ottobre a maggio in cui convivono Luigi Pirandello, William Shakespeare, Bertolt Brecht e la drammaturgia contemporanea, senza separazioni nette tra repertorio e nuove scritture.

Dal 20 ottobre al 1° novembre si parte con Sei personaggi in cerca d’autore, interpretato da Cesare Bocci, che riporta al centro il teatro come luogo in cui realtà e rappresentazione si mettono in discussione. A seguire, dal 3 all’8 novembre, Sogno di una notte di mezza estate, dove il gioco del desiderio e dell’identità si muove tra dimensione onirica e tensioni concrete, e ancora Pirandello con Non si sa come (10–15 novembre), che entra nella zona oscura delle azioni e delle responsabilità individuali. Con Madre Courage e i suoi figli (17–22 novembre), Brecht costruisce una figura attraversata dalla guerra, capace di vivere dentro il conflitto più che subirlo.

A fine novembre Madre per sempre (24–29 novembre) sposta l’attenzione sul tema della maternità come scelta e costruzione di legami, mentre Rosso Malpelo (1–6 dicembre) restituisce un mondo segnato dal lavoro e dall’esclusione, senza mediazioni. Dicembre si apre con Tre variazioni della vita (8–13 dicembre) di Yasmina Reza, che moltiplica i punti di vista su una stessa situazione, e con Strappo alla regola (15–20 dicembre), dove il confine tra realtà e finzione si incrina apertamente. Con Malinconico (22 dicembre – 10 gennaio), tratto dall’universo di Diego De Silva, il racconto si fa più diretto, alternando ironia e riflessione.

Il nuovo anno si apre con Insieme (12–17 gennaio), con Laura Morante, che entra nelle dinamiche familiari senza semplificarle, e con L’inconveniente (19–31 gennaio), costruito sull’incontro tra due solitudini destinate a trasformarsi. Torna Pirandello con Il giuoco delle parti (9–14 febbraio), dove il distacco diventa una forma estrema di controllo, mentre Il commissario Montalbano (16–28 febbraio) porta sulla scena l’universo narrativo di Andrea Camilleri, traducendolo in presenza teatrale.

A marzo Ispettore in casa Birling (2–7 marzo) utilizza il meccanismo del giallo per interrogare la responsabilità individuale, seguito da Tre donne alte (9–14 marzo) di Edward Albee, costruito sul confronto tra età diverse della stessa identità. Con L’uomo, la bestia e la virtù (16–21 marzo), Pirandello utilizza il grottesco per smontare il perbenismo e le sue regole implicite.

Nella parte finale arrivano Le dieu du carnage (30 marzo – 4 aprile) di Yasmina Reza, dove la superficie civile cede e lascia emergere la violenza dei rapporti, Elettra 1944 (13–18 aprile), che intreccia mito e storia nella Roma occupata, e L’anatra all’arancia (20 aprile – 2 maggio), commedia costruita su equilibri sentimentali, gelosie e strategie.

Accanto agli spettacoli, il teatro conferma anche il lavoro di Officine Quirino, scuola d’arte drammatica che affianca alla scena un’attività continua di formazione, mantenendo un rapporto diretto tra studio e pratica.
Un insieme di spettacoli da non perdere, ciascuno per ragioni diverse: per constatare con mano quanto detto, assistere a opere di indubbio spessore e, soprattutto, per divertirsi. Un invito ad andare al Teatro Quirino.