L’italiana di Picasso rappresentata all’Hotel Oxford

Chi è Gloria Quarta?
Gloria è una figlia d’arte che in seconda generazione gestisce un’impresa familiare che si chiama Quarta Ospitality per il decoro, la ristorazione e gli eventi.
Quali sono le difficoltà e le soddisfazioni nel dirigere un hotel in Via Veneto?
Oltre all’ospitalità c’è il discorso della dinamicità negli spazi che un tempo in un albergo erano vuoti, le luci spente mentre ora per dare vivacità si cerca di tornare ai bei tempi, degli anni ’70 quando si frequentavano gli ambienti della Dolce Vita e questo è l’intento.
Come avete conosciuto i maestri Sigfrido Oliva e Umberto Pozzi?
Umberto Pozzi e Sigfrido Oliva li abbiamo conosciuti attraverso altri eventi d’arte, questo è il quarto di cui ci stiamo occupando e interessando per una questione di mera passione.
Qual è stata la motivazione che vi ha spinto a ospitare la mostra, L’Italiana?
Ci è piaciuto moltissimo il progetto presentato in occasione del centenario della visita di Pablo Picasso a Roma e ci ha entusiasmato perché come privati oltre alle Scuderie del Quirinale siamo gli unici a ricordare un evento del genere.
L’hotel Oxford ha già ospitato eventi del genere?
Ha ospitato eventi di arte pop ma essenzialmente di arte contemporanea, prossimamente ospiteremo una mostra di fotografi su scatti a tema, sull’acqua, un discorso importante a livello mondiale. Noi abbiamo le nostre belle fontane a Roma.
Che rapporto avete con l’arte oltre ad essere dei Mecenati e intenditori siete anche degli artisti?
Non sono un’artista ma sono oggettivamente e obbiettivamente attratta dall’arte e siamo immersi in questo museo a cielo aperto che è Roma.

Chi è Massimo Quarta?
E’ un appassionato di ospitalità e ristorazione, tutti temi che convergono nell’azienda alberghiera di famiglia, oggi con gli eventi vogliamo aprire l’albergo all’esterno, non solo ai nostri clienti, vogliamo assolutamente che l’albergo si apra al mondo dell’arte, della buona cucina, del vino, questo è molto avvincente. Massimo Quarta ha piacere che queste cose avvengano e vorrei anche contagiare altri colleghi albergatori ed è quello che sta avvenendo in altre parti del mondo perché Roma ha bisogno di grinta.
Come mai siete proprietari dell’Hotel Oxford?
I miei genitori hanno aperto la pensione Oxford nel 1964 e da allora è cominciata la saga della famiglia Quarta che rimane uno degli esempi di famiglie albergatrici, perché oggi fare l’albergatore è stare con i clienti che vanno coccolati, fidelizzati e vanno soddisfatte le loro molteplici esigenze, siccome a Roma ci sono molti alberghi la nostra tradizione di ospitalità cinquantennale ci dà la spinta per fare bene.
Quale sono le difficoltà nel dirigere un Hotel in Via Veneto?
Via Veneto è una zona meravigliosa, mi ha dato i natali sono estremamente legato a questa parte di Roma, le difficoltà nascono dal fatto che non c’è più la Dolce Vita. Roma pullula di strutture pararicettive quasi regolari, è una città che è diventata Low cost a causa di una brutta pubblicità all’estero, non ha quello smalto che aveva negli anni passati, le difficoltà sono di carattere strutturale noi ci adoperiamo ogni giorno nel far cambiare le cose, anche grazie al mio impegno nella Federalberghi e anche perché noi abbiamo i clienti fidelizzati e riusciamo a dare un’ospitalità su misura . L’albergo diventa una casa per l’ospite che viene, infatti abbiamo ospiti che ci sono fedeli da 50 anni .Sono fiducioso che l’ospitalità Quarta andrà avanti ancora per molto tempo.

Come avete conosciuto i Maestri Umberto Pozzi e Sigfrido Oliva?
Su questo devo dare merito a mia sorella Gloria che ama l’arte e si è dedicata a e questo e durante i nostri eventi ha conosciuto i maestri, è stata un’esperienza sul campo.
Qual è stata la motivazione che vi ha spinto a ospitare la mostra L’Italiana di Pablo Picasso?
Sempre con Gloria che ha avuto l’ispirazione dal fatto che Picasso cento anni fa ha concepito quest’opera L’Italiana e poi sul fatto che fosse presa in considerazione la questione femminile, direi che nasce proprio dal fatto di voler fare qualcosa in abbinamento al discorso di Picasso ospitato alle Scuderie del Quirinale.
L’Hotel Oxford ha già ospitato altri eventi del genere?
L’hotel Oxford è qualche anno che ospita arte pop, arte contemporanea, sono venuti già altri artisti nel nostro albergo, Il nome q Q for art è stato un’idea di me e di mia sorella che è l’acronimo del nostro cognome, l’arte in sè e per sé è l’arte di stare bene e di far stare bene.
Che rapporto avete con l’arte otre ad essere dei Mecenati ed intenditori siete anche degli artisti?
Siamo artisti dell’ospitalità e appassionati di arte anche perché viviamo immersi nell’arte. Roma è una città ineguagliabile sotto questo punto di vista quindi il vivere immersi nell’arte e nella storia ci rende molto partecipi di trasferire questo concetto agli ospiti e agli amici.

Cosa ne pensa della mostra l’Italiana?
Penso che sia una mostra dedicata a veri intenditori, perché capire il motivo per cui sia stata realizzata una mostra su quest’opera di Pablo Picasso è veramente per pochi intenditori la partecipazione a questo evento, dedicato a questo genio della storia dell’arte.
Umberto Pozzi e Sigfrido Oliva ci rivelano che Picasso nei due mesi in cui stato a Roma ha disegnato lo scenario e i costumi del Parade, Erik Satie, che compose la musica, Jean Cocteau, che scrisse i testi e il primo ballerino Lèonide Massine, che curò la coreografia. Un quartetto davvero formidabile. Picasso durante il suo soggiorno a Roma si è innamorato di una donna e l’ha ritratta in stile cubista. Nella nostra mostra noi abbiamo prodotto una rivisitazione di questo quadro, smontandolo e ricostruendolo.
Per il nostro amico Antonio Obino la mostra è un omaggio a Picasso di due attenti artisti romani che si divertono, giocano. Sigfrido Oliva uscendo fuori di sé va in un altro mondo, cubista, futurista metafisico, è un Sigfrido che si diverte e realizza cose per lui altre con bravura, bellissimi colori e bellissima costruzione.

 

 

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