ANNA MARIA BERARDI E CLAUDIO BELLEGGIA IN MOSTRA PRESSO LA SALA ESPOSITIVA DI LADISPOLI

ANNA MARIA BERARDI E CLAUDIO BELLEGGIA

IN MOSTRA PRESSO LA SALA ESPOSITIVA DI LADISPOLI

 

Fra i numerosi pittori che annualmente si avvicendano e approdano presso la Sala Espositiva del Comune di Ladispoli, anche quest’anno non poteva mancare la mostra di Anna Maria Berardi e Claudio Belleggia, due pittori di casa oltre che molto stimati. Grazie all’impegno di Filippo Conte, encomiabile curatore dell’evento, abbiamo potuto apprezzare i loro quadri qui esposti fino al 19 agosto.

Anna Maria Berardi è pittrice di talento e possiede, fra le altre doti, quella di fissare sulla tela, nella sintesi di poche veloci pennellate, la solare fisionomia di un volto senza mai perdere di vista gli aspetti caratterizzanti del personaggio. Nella ritrattistica, ma anche nelle figure intere, si rispecchia una vigile adesione alla realtà. Adesione, si badi bene, non acritica e supina, ma attenta ai valori di un verismo, rinnovato sul piano del linguaggio pittorico. In queste opere nulla è lasciato al caso, al disimpegno o peggio ancora  al “fare pittura” per stanchezza. Al contrario la Berardi è assistita nell’attività creativa da un antico e sempre nuovo amore per l’arte: una vera, autentica vocazione che si alimenta nel tempo e si traduce in felici e originali scelte pittoriche.

 

 

Claudio Belleggia è un paesaggista rigoroso e attento agli equilibri

della natura e ai suoi fenomeni più diversi. Benché non abbia studiato i maestri del Louvre come ebbe a studiare Millet, Belleggia sembra aver ereditato dal grande artista francese la sensibilità coloristica e in parte lo spirito romantico. A certificarlo sono le sue tele, dove si privilegiano motivi campestri, siepi, alberi e boschetti vivificati da una luce mistica. Ma Belleggia non è soltanto pittore di paesaggi, stimato da autorevoli critici d’arte, egli è anche pittore di figure, di marine, di spiagge frequentate da spensierati bagnanti e altri temi, in cui la pennellata spessa e granulosa si fa interprete di un’appassionante e ritrovata gioia di vivere.

 

Sigfrido Oliva

 

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