Da trentacinque anni realizza video-installazioni, performances di video e musica elettronica, utilizzando le più avanzate tecnologie. Le sue opere d’arte sono costruite per avvolgere sensorialmente il visitatore, con suoni e immagini, che coniugano una tecnica sofisticata a un’assoluta essenzialità formale.
Bill Viola sposa nel 1980 Kira Perov con la quale viaggia e lavora insieme.
La mostra è curata proprio dalla stessa Kira Perov e presenta una selezione di opere che comprende esempi diversi delle sue ricerche artistiche. Il viaggio di rinascimento e ricerca dell’identità interiore dell’artista si snoda attraverso quindici stazioni, rappresentate da altrettante opere di video- arte
Chi avrebbe mai pensato ad un legame così intenso tra arte rinascimentale e la video art? Chiunque l’avrebbe ipotizzato sarebbe stato tacciato di eresia assurdità e quant’altro. Eppure Bill Viola, artista colto e originale, ideatore e autore di “pittura in movimento”, è riuscito a creare un dialogo fra “Rinascimento e Modernità”, è riuscito a tessere un filo conduttore che unisce la “staticità pittorica” del Masaccio, del Masolino, del Paolo Uccello e il movimento filmico. Grazie a colori, suoni, immagini e sensazioni straordinarie, il nostro artista americano di origini italiane ci mostra il legame che fin da giovane ha avuto con i grandi maestri rinascimentali e l’ammirazione tramutatesi in piacere sensoriale e per questo interiorizzata con le loro opere. La visione dei capolavori ammirati durante la permanenza a Firenze nel 1974, ha scatenato in lui sensazioni sia fisiche sia artistiche tali da … far sgorgare in lui la volontà non di copiarli o di rivisitarli, ma di costruire grazie ad essi delle immagini, forti, vitali ma assolutamente originali e autonome.
Ed ecco la visitazione che Pontormo realizzò nel 1528 a cui si affianca The Greeeting esposto per la prima volta alla Biennale di Venezia nel 1995.
Caterina Da Siena di Andrea di Bartolo a cui si affianca Catherine’s Room.
Il Diluvio Universale di Paolo Uccello a cui si affianca The Diluge.
Il percorso comincia con “The Crossing”, che rappresenta l’annullamento del vecchio io. A questo fine la corporeità va superata, eliminata e purificata attraverso il suo annientamento, il corpo dell’artista è bruciato e annegato. “Surrender” rappresenta l’arrendersi al nostro percorso, alla nostra missione, alla certezza consapevole di dovere e potere nello stesso tempo nascere e morire.
La mostra mette in evidenza la grande capacità interpretativa del nostro artista, una altrettanto notevole capacità tecnica che unitamente ad una capacità organizzativa molto complessa e variegata della signorina Kira ha consentito di realizzare l’evento che sicuramente non è da perdere.
Di Luca Magrini Cupido