Romolo Paradiso “Puparo di Sogni”

Romolo Paradiso “Puparo di Sogni”

 

L’ultimo libro dato alle stampe dal giornalista Romolo Paradiso, “Puparo di sogni” (Edizioni “le vie”, pag. 191, euro 12,00), è dedicato ad una “professione, quella del puparo, considerata in estinzione nonostante abbia contribuito per oltre cinque secoli, in particolare in Sicilia, a tramandare oralmente, con il “Teatro dei pupi” allestito di volta in volta nei vari paesi, tanta parte della produzione letteraria legata al ciclo cavalleresco dei 12 Paladini di Carlo Magno.

Il puparo è colui che anima e da voce ai burattini che interpretano i vari personaggi (Orlando, Rinaldo, Angelica, Gano, Bradamante …) e che inventa, ispirandosi a testi letterari, la storia esaltando le figure “positive”.

Romolo Paradiso conosce bene la Sicilia e ne ricostruisce, attraverso i ricordi e le nostalgie, il contesto degli anni ’50 e ’60 del Novecento, periodo nel quale si svolge il racconto, per mettere in risalto le fondamenta della tradizione popolare e i mutamenti sociali aperti al suo superamento.

Il protagonista del libro è il figlio di un “puparo” che, caparbiamente, vuole seguire le orme paterne superando però nelle rappresentazioni i temi storici per affidare ai suoi “pupi” la realizzazione di storie diverse nate dalla sua fantasia per donare loro un’altra vita, alternativa a quella cui sono destinati per l’eternità in funzione del personaggio che rappresentano e per dare “a ognuno un po’ più d’animo, di spirito, di pensiero e di cuore”. La sua scelta di vita è difficile da capire e viene accettata dalla famiglia perché è generata da autentica passione: “U’ suo è amuri, dice la nonna del protagonista, e l’amuri va capitu e assicundatu. E’ como a su patri. Piccioli u’ ni farà mai, ma di piccioli sulu u’n si campa!”

Con i toni narrativi del racconto di formazione e stile quasi intimista, Paradiso racconta la vita del giovane protagonista concentrando la sua attenzione sui sentimenti che legano i vari coprotagonisti della storia (il fratello Giuseppe, il pescatore Lupo, Nicola, l’amico del cuore, Teresa, Giorgia…) e che divengono l’occasione della sua crescita interiore. L’incrociarsi delle vite e della storia principale con quelle secondarie, le incomprensioni, i pregiudizi nei confronti di chi, per pigrizia intellettuale, consideriamo diversi, la voglia di conoscenza, il legame con la tradizione mitigata dalla voglia di innovare, rendono il libro piacevole e “istruttivo” perché nasconde tra le righe le “istruzioni” necessarie per interpretare le emozioni di un giovane che diventa adulto ed è, come suggerisce l’estensore del risvolto di copertina, “un invito a individuare la propria strada, a realizzare il proprio sogno, non fermandosi al primo ostacolo, a insistere, a combattere, a rialzarsi quando, inevitabilmente, si cade in terra e tutto sembra finire”.

In una intervista rilasciata al giornalista Edoardo Borriello, Romolo Paradiso ha sottolineato che la storia “è la ricerca spasmodica, frenetica quasi, di un giovane di veder realizzate le proprie aspettative. Una sfida contro le insidie che la vita frappone sempre tra il sogno e la realizzazione. Qualcosa che non si compie mai con le sole forze individuali, ma ha bisogno dell’aiuto, del conforto, della spinta che viene da chi ci sta accanto, da chi ci rispetta e ama. In questo, in fondo, c’è il senso e la forza della vita”.

Vittorio Esposito

 

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